giovedì 2 aprile 2009

Baricco s'incazza.....!!! E Maria Stella??

Beh...beh.....beh.....
....finalmente qualcuno le ha suonate di santa ragione!!! Ma chi ascolterà mai tale musica???
Volevo riportare qualche estratto della "Invettiva" di Baricco, ma è stato difficile! Ne ho seleziona solo alcune parti relativamente alla scuola e ai finanziamenti pubblici orientati da tutt'altra parte....!!!

Quindi metto il link del sito di La Repubblica, il resto lo andate a leggere li:
http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/spettacoli_e_cultura/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco.html

Ora diamo parola al mister di cui sopra, personaggio che mai prima d'oggi aveva catturato la mia attenzione.....stronzo io a non averlo mai seguito prima!!! Buona lettura:

<< Sotto la lente della crisi economica, piccole crepe diventano enormi, nella ceramica di tante vite individuali, ma anche nel muro di pietra del nostro convivere civile. Una che si sta spalancando, non sanguinosa ma solenne, è quella che riguarda le sovvenzioni pubbliche alla cultura. Il fiume di denaro che si riversa in teatri, musei, festival, rassegne, convegni, fondazioni e associazioni. Dato che il fiume si sta estinguendo, ci si interroga. Si protesta. Si dibatte. Un commissariamento qui, un'indagine per malversazione là, si collezionano sintomi di un'agonia che potrebbe anche essere lunghissima, ma che questa volta non lo sarà. Sotto la lente della crisi economica, prenderà tutto fuoco, molto più velocemente di quanto si creda.

In situazioni come queste, nei film americani puoi solo fare due cose: o scappi o pensi molto velocemente. Scappare è inelegante. Ecco il momento di pensare molto velocemente. Lo devono fare tutti quelli cui sta a cuore la tensione culturale del nostro Paese, e tutti quelli che quella situazione la conoscono da vicino, per averci lavorato, a qualsiasi livello. Io rispondo alla descrizione, quindi eccomi qui. In realtà mi ci vorrebbe un libro per dire tutto ciò che penso dell'intreccio fra denaro pubblico e cultura, ma pensare velocemente vuol dire anche pensare l'essenziale, ed è ciò che cercherò di fare qui.

Se cerco di capire cosa, tempo fa, ci abbia portato a usare il denaro pubblico per sostenere la vita culturale di un Paese, mi vengono in mente due buone ragioni. Prima: allargare il privilegio della crescita culturale, rendendo accessibili i luoghi e i riti della cultura alla maggior parte della comunità. Seconda: difendere dall'inerzia del mercato alcuni gesti, o repertori, che probabilmente non avrebbero avuto la forza di sopravvivere alla logica del profitto, e che tuttavia ci sembravano irrinunciabili per tramandare un certo grado di civiltà.

A queste due ragioni ne aggiungerei una terza, più generale, più sofisticata, ma altrettanto importante: la necessità che hanno le democrazie di motivare i cittadini ad assumersi la responsabilità della democrazia: il bisogno di avere cittadini informati, minimamente colti, dotati di principi morali saldi, e di riferimenti culturali forti. Nel difendere la statura culturale del cittadino, le democrazie salvano se stesse, come già sapevano i greci del quinto secolo, e come hanno perfettamente capito le giovani e fragili democrazie europee all'indomani della stagione dei totalitarismi e delle guerre mondiali.

Adesso la domanda dovrebbe essere: questi tre obbiettivi, valgono ancora? Abbiamo voglia di chiederci, con tutta l'onestà possibile, se sono ancora obbiettivi attuali? Io ne ho voglia. E darei questa risposta: probabilmente sono ancora giusti, legittimi, ma andrebbero ricollocati nel paesaggio che ci circonda. Vanno aggiornati alla luce di ciò che è successo da quando li abbiamo concepiti. Provo a spiegare.

Prendiamo il primo obbiettivo: estendere il privilegio della cultura, rendere accessibili i luoghi dell'intelligenza e del sapere. Ora, ecco una cosa che è successa negli ultimi quindici anni nell'ambito dei consumi culturali: una reale esplosione dei confini, un'estensione dei privilegi, e un generale incremento dell'accessibilità. L'espressione che meglio ha registrato questa rivoluzione è americana: the age of mass intelligence, l'epoca dell'intelligenza di massa.

Oggi non avrebbe più senso pensare alla cultura come al privilegio circoscritto di un'élite abbiente: è diventata un campo aperto in cui fanno massicce scorribande fasce sociali che da sempre erano state tenute fuori dalla porta. Quel che è importante è capire perché questo è successo. Grazie al paziente lavoro dei soldi pubblici? No, o almeno molto di rado, e sempre a traino di altre cose già successe. La cassaforte dei privilegi culturali è stata scassinata da una serie di cause incrociate: Internet, globalizzazione, nuove tecnologie, maggior ricchezza collettiva, aumento del tempo libero, aggressività delle imprese private in cerca di un'espansione dei mercati. Tutte cose accadute nel campo aperto del mercato, senza alcuna protezione specifica di carattere pubblico.


Se andiamo a vedere i settori in cui lo spalancamento è stato più clamoroso, vengono in mente i libri, la musica leggera, la produzione audiovisiva: sono ambiti in cui il denaro pubblico è quasi assente. Al contrario, dove l'intervento pubblico è massiccio, l'esplosione appare molto più contratta, lenta, se non assente: pensate all'opera lirica, alla musica classica, al teatro: se non sono stagnanti, poco ci manca. Non è il caso di fare deduzioni troppo meccaniche, ma l'indizio è chiaro: se si tratta di eliminare barriere e smantellare privilegi, nel 2009, è meglio lasciar fare al mercato e non disturbare. Questo non significa dimenticare che la battaglia contro il privilegio culturale è ancora lontana dall'essere vinta: sappiamo bene che esistono ancora grandi caselle del Paese in cui il consumo culturale è al lumicino. Ma i confini si sono spostati. Chi oggi non accede alla vita culturale abita spazi bianchi della società che sono raggiungibili attraverso due soli canali: scuola e televisione. Quando si parla di fondi pubblici per la cultura, non si parla di scuola e di televisione. Sono soldi che spendiamo altrove. Apparentemente dove non servono più. Se una lotta contro l'emarginazione culturale è sacrosanta, noi la stiamo combattendo su un campo in cui la battaglia è già finita.

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(in questa parte si occupa di spese pubbliche enormi per regie teatrali costosissime ma oramai superate, pur di mantenere settori d'élite..)
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Terzo obbiettivo: nella crescita culturale dei cittadini le democrazie fondano la loro stabilità. Giusto. Ma ho un esempietto che può far riflettere, fatalmente riservato agli elettori di centrosinistra. Berlusconi. Circola la convinzione che quell'uomo, con tre televisioni, più altre tre a traino o episodicamente controllate, abbia dissestato la caratura morale e la statura culturale di questo Paese dalle fondamenta: col risultato di generare, quasi come un effetto meccanico, una certa inadeguatezza collettiva alle regole impegnative della democrazia. Nel modo più chiaro e sintetico ho visto enunciata questa idea da Nanni Moretti, nel suo lavoro e nelle sue parole. Non è una posizione che mi convince (a me Berlusconi sembra più una conseguenza che una causa) ma so che è largamente condivisa, e quindi la possiamo prendere per buona. E chiederci: come mai la grandiosa diga culturale che avevamo immaginato di issare con i soldi dei contribuenti (cioè i nostri) ha ceduto per così poco?


Bastava mettere su tre canali televisivi per aggirare la grandiosa cerchia di mura a cui avevamo lavorato? Evidentemente sì. E i torrioni che abbiamo difeso, i concerti di lieder, le raffinate messe in scena di Cechov, la Figlia del reggimento, le mostre sull'arte toscana del quattrocento, i musei di arte contemporanea, le fiere del libro? Dov'erano, quando servivano? Possibile che non abbiano visto passare il Grande Fratello? Sì, possibile. E allora siamo costretti a dedurre che la battaglia era giusta, ma la linea di difesa sbagliata. O friabile. O marcia. O corrotta. Ma più probabilmente: l'avevamo solo alzata nel luogo sbagliato.


Riassunto. L'idea di avvitare viti nel legno per rendere il tavolo più robusto è buona: ma il fatto è che avvitiamo a martellate, o con forbicine da unghie. Avvitiamo col pelapatate. Fra un po' avviteremo con le dita, quando finiranno i soldi.

Cosa fare, allora? Tenere saldi gli obbiettivi e cambiare strategia, è ovvio. A me sembrerebbe logico, ad esempio, fare due, semplici mosse, che qui sintetizzo, per l'ulcera di tanti.

1. Spostate quei soldi, per favore, nella scuola e nella televisione. Il Paese reale è lì, ed è lì la battaglia che dovremmo combattere con quei soldi. Perché mai lasciamo scappare mandrie intere dal recinto, senza battere ciglio, per poi dannarci a inseguire i fuggitivi, uno ad uno, tempo dopo, a colpi di teatri, musei, festival, fiere e eventi, dissanguandoci in un lavoro assurdo? Che senso ha salvare l'Opera e produrre studenti che ne sanno più di chimica che di Verdi? Cosa vuol dire pagare stagioni di concerti per un Paese in cui non si studia la storia della musica neanche quando si studia il romanticismo? Perché fare tanto i fighetti programmando teatro sublime, quando in televisione già trasmettere Benigni pare un atto di eroismo? Con che faccia sovvenzionare festival di storia, medicina, filosofia, etnomusicologia, quando il sapere, in televisione - dove sarebbe per tutti - esisterà solo fino a quando gli Angela faranno figli? Chiudete i Teatri Stabili e aprite un teatro in ogni scuola. Azzerate i convegni e pensate a costruire una nuova generazione di insegnanti preparati e ben pagati. Liberatevi delle Fondazioni e delle Case che promuovono la lettura, e mettete una trasmissione decente sui libri in prima serata. Abbandonate i cartelloni di musica da camera e con i soldi risparmiati permettiamoci una sera alla settimana di tivù che se ne frega dell'Auditel.

Lo dico in un altro modo: smettetela di pensare che sia un obbiettivo del denaro pubblico produrre un'offerta di spettacoli, eventi, festival: non lo è più. Il mercato sarebbe oggi abbastanza maturo e dinamico da fare tranquillamente da solo. Quei soldi servono a una cosa fondamentale, una cosa che il mercato non sa e non vuole fare: formare un pubblico consapevole, colto, moderno. E farlo là dove il pubblico è ancora tutto, senza discriminazioni di ceto e di biografia personale: a scuola, innanzitutto, e poi davanti alla televisione. La funzione pubblica deve tornare alla sua vocazione originaria: alfabetizzare. C'è da realizzare una seconda alfabetizzazione del paese, che metta in grado tutti di leggere e scrivere il moderno. Solo questo può generare uguaglianza e trasmettere valori morali e intellettuali. Tutto il resto, è un falso scopo.

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(etc etc)
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Alessandro Baricco (24 febbraio 2009) >>

Vi consiglio di leggerlo per intero sul sito di La Repubblica.it
DanieleMB

mercoledì 25 febbraio 2009

Cronologia di un bluff, di una delusione, di tanta indifferenza e soprattutto tempo perso NON DIFFERENZIATI!!!!!


Mi limiterò a fare cronostoria....per il resto non meritano nemmeno una mia opinione scritta:

-Vacanze di Natale: mi telefona il Sindaco Giovanni Cuttone chiedendomi gentilmente di partecipare, in qualità di rappresentante dell'associazione scout Partanna 1, a qualche manifestazione relativa alla sensibilizzazione sulla raccolta differenziata. COMANDI!! Mi passa al telefono il fantomatico MAX FIRRERI, addetto stampa della Belice Ambiente, il quale mi chiede di organizzare urgentemente una riunione con l'associazione scout e altre associazioni. COMANDI!!

-Venerdi 09/01/2009: dopo qualche giorno ed una paio di giri di mail, mobilitò l'intera comunità capi del Partanna1 e ci incontriamo alle ore 20.30 nei locali della sede scout. Il succitato fantomatico Max Firreri, ci fa domande di tutti i tipi relativi alla raccolta differenziata a Partanna: cosa va, cosa non va, come si potrebbero risolvere determinati problemi etc etc!!SALUTE!!! Finalmente, dopo 2 ore di chiacchere, si arriva ad argomentare su una possibile manifestazione di sensibilizzazione da organizzare....loro (MAX e un altro fantomatico ingegnere della polentonia) non hanno uno stralcio di idea....!!! Bene, ci accolliamo di pensare a tutto noi, fare un progettino e inviarlo alla belice ambiente entro fine febbraio. Ma già durante la riunione, abbiamo impiegato 5 minuti ad imbastire una buona idea, fatta di tante idee così banali che avrebbero potuto pensarci anche da soli....comunque!!

-Fine gennaio: Il deficiente del sottoscritto partecipa ad una riunione zonale scout (in pratica tutti i paesi della diocesi di Mazara) nella quale propone un'attività zonale a tema "raccolta differenziata", portando testimonianza dei progetti in ballo con la belice ambiente. La zona accetta ben volentieri...il tutto troverà conclusione con una uscita di 2 giorni, il 14/15 marzo, con un centinaio di bambini di tutta la diocesi tra i 10 e 11 anni....i quali presenteranno progetti e lavoreranno sul tema di cui sopra.

-Mesi di gennaio e febbraio: Non scordiamoci che nel frattempo 85 persone da 8 a 60 del mio gruppo stanno lavorando per il fantomatico senza macchia e senza paura.

-Venerdi 06/02/2009: davanti alla sede scout cosa vado a trovare?? Due sacchettoni neri, pieni, a loro volta, di centinaia di sacchetti gialli e normali sacchetti della spesa sporchi e vuoti!! Traduzione: gli spazzini (così si chiamano…non c’è nulla di male) questi sacchettoni li tengono attaccati dietro il camion della spazzatura e il giorno mercoledi 04/02/2009 hanno pensato bene di sbarazzarsene buttandoli dietro le onduline di recinzione vicino l’ingresso della sede scout lato piazzale San Giuseppe. Il venerdi che faccio? Invio una lunga mail al signor addetto stampa, sia per comunicargli questo spiacevole inconveniente (ero andato dai vigili urbani per fare segnalazione….ma mi sono detto…non essere così cattivo….ci stai collaborando con quelli per dare un segnale alla cittadinanza….o almeno credevo si trattasse di collaborazione), sia per comunicargli che avevamo il progetto pronto con 20 giorni di anticipo.

- Martedi 10/02/2009: mando un’altra mail di protesta.

- Giovedi 12/02/2009: mando semplicemente il progetto.
Ad oggi...nessuna risposta!!!

-Giovedi 12/02/2009: incontro per caso a Daniele Maggio, ragazzo dell’associazione “Ambiente Azzurra”! L’associazione ha fatto volantinaggio gratuito….in pratica sono loro che hanno distribuito i nuovi calendari unici della raccolta. Cosa mi dice Daniele? Mi dice che non sente a Max Firreri da un bel po’ di tempo e che non hanno ricevuto dalla belice ambiente nemmeno una mail di grazie!!! La cosa comincia a puzzarmi (parliamo di rifiuti….cosa mi dovevo aspettare!?!) e mi faccio dare il numero del fantomatico e lo chiamo al cellulare: “pronto?” “pronto!” “con chi parlo?” “ciao Max, sono Daniele Benfanti del gruppo scout Partanna1…ricordi?” “ah…………………ciao Daniele……………..scusa ma sono in riunione, posso richiamarti fra 5 minuti?” “certo!”!!!!!!!!!!! Maaaaaaaaaaaax……a tia aspettu!!!!!!!!!!!!!!!!!

-Sabato 14/02/2009: mi sono rotto le palle….soprattutto perché vedo tutti i progetti e progettini che i ragazzi portano avanti con estremo entusiasmo….mi si stringe il cuore….e anche il buco del culo ad essere sincero!!! Allora che faccio???.......ovvio……chiamo il primo cittadino…..!! Abbiamo una lunga telefonata (perché non la riporto para para? cazzi miei….Max mi fa più antipatia!!!), nella quale io racconto tutto, nella quale tendo a precisare che oramai noi saremmo andati comunque avanti anche da soli, nella quale mi sforzo di far capire che la cosa che odio di più è l’indifferenza….meglio una pista di furcunati!!! Il Sindaco mi dice in tono secco: “Daniele, messaggio recepito!!! Al più presto ci risentiremo…”. Sindaaaaaco….a tia aspettu!!!!!!!!!!!!!!!!!

In tutto questo tempo i ragazzi di Partanna non si sono fermati di lavorare….quel che è più grave è che anche i ragazzi di tutta la diocesi si sono messi a lavorare su questo progetto, seguendo le indicazioni di un pirla come me!!
E i sacchetti davanti alla sede scout sono stati rimossi solo perché uno di noi è andato a prendere di peso uno degli operai responsabili della raccolta…!!!!!
Inoltre, io mi sono messo su questo blog a scrivere tutte le informazioni utili che avevo acquisito durante la riunione…..mi sono messo a rispondere a delle domande …..manco fossi pagato!!!

DanieleMB
(nella foto ho messo un bidone...in tutti i sensi!!!)

sabato 10 gennaio 2009

Differenziata Revolution...


Venerdi sera ho partecipato in doppia veste ad una riunione relativa alle problematiche della raccolta differenziata a Partanna.
Sono pronte delle modifiche e delle novità immediate...
a) Cambierà il calendario, nel senso che il calendario sarà solo ed esclusivamente settimanale. Mi spiego: non ci sarà più l'alternanza delle settimane....ogni settimana ritirano tutte le tipologie di rifiuto.
b) Verranno distribuiti in settimana, dai ragazzi dell'associazione ambiente azzurra, una lettera del sindaco, in cui vengono dati maggiori dettagli e delle vere e proprie FAQ, verrà consegnato anche il nuovo calendario con una tabella informativa più dettagliata "del cosa mettere, dove e quando". Inoltre, verrà consegnato il sacchetto grigio della raccolta alluminio.

Benissimo!!! Tutto questo movimento e fermento ha delle motivazioni ben precise. Tutto parte dal sindaco, il quale, preoccupato della degenerante e persistente situazione, ha chiesto aiuto alla belice ambiente e a varie associazioni, tra cui noi scout (sono un capo scout per chi non lo sappia)!! E pensare che quando Giovanni Cuttone mi ha chiamato ho inutilmente sperato che chiedesse consiglio a me in veste di "Grande Fratello"!!! Ma quando mai....mi mette in contatto con Max Firreri per organizzare qualche evento per la sensibilizzazione dei partannesi alla raccoltà differenziata!! Si!!! Perché proprio noi partannesi risultiamo essere i peggiori della zona!! Ma và!?!?!?!
Allora organizziamo una riunione noi capi scout, con l'addetto stampa e un ingegnere della Belice Ambiente, la protezione ambientale, i ragazzi di ambiente azzurra e 1984 infiltrato...ma infiltrati c'erano anche dei consiglieri comunali...ahahah!!

Dall'introduzione degli esponenti ATO, viene fuori che "dall'indice di gradimento" hanno dedotto che la differenziata a Partanna è stata difficoltosa e che il motivo principale è il calendario!! Allora hanno abbozzato una modifica (come vi dicevo sopra) da avviare in maniera unica in tutti i comuni!!!
.....ma scusate un secondo...!!! Secondo voi la gente butta la spazzatura a Santo Rocco perché il calendario non è buono o chiaro?? Non credo proprio!!
In effetti l'ho detto con forza che questo "indice di gradimento" aveva le sembianze di un pollice e che secondo me, secondo le discussioni avvenute nei forum e secondo le chiacchere "strata/strata" le problematiche sono altre. Ad esempio l'opuscoletto informativo su come differenziare non era molto chiaro...ad esempio (e finalmente ne ho avuto conferma) il tovagliolo sporco va nell'organico; il cartone della pizza, anche se sporco, va nella carta; le bottiglie della cola cola o del detersivo le posso mettere nella plastica anche con un leggero risciacquo...mica le devo portare scintillanti!! L'etichetta della bottiglia non c'è bisogno che la tolgo...in pratica in tutte le tipologie di rifiuto c'è tolleranza!!! Inoltre, nell'RSU posso mettere di tutto....meglio non farlo ovviamente...ma se mettiamo caso organizzo una megafesta e sono solo alle pulizie e ho il picciliddro che piange tutto cacato e non ce la faccio a differenziare tutto e catafotto tutto nello stesso sacchettone nero....mica è reato....posso tenerlo ed aspettare la raccolta porta a porta dell'RSU...non devo buttarlo a li macaggiari per evitare che si accorgano che non ho differenziato!! Ovviamente è meglio differenziare....!!

Altra cosa per la quale mi sono battuto abbondantemente è che il loro indice di gradimento avrebbe dovuto portare a capire che, vista la spazzatura buttata ovunque, i vecchi cassonetti dovevano essere tolti gradualmente....e non tolti del tutto!! Ho proposto che vengano messi, in alcuni luoghi critici e molto periferici, due tre cassonetti per l'RSU! Meglio nei cassonetti che per terra!! Diciamo che loro erano interessati alle mie idee...ma forse non troppo propensi a mettere 10 cassonetti spersi in tre posti fuori paese...può servire per emergenze e comunque rimane sufficentemente fastidioso tale da spingere la gente a preferire il porta a porta!!

Quanti di voi sanno che c'è un servizio di numero verde per lo smaltimento dei rifiuto ingombranti...porca miseria...non avete bisogno di andarli a buttare chissà dove...potete portarli all'isola ecologica senza alcun costo o, se non potete, chiamare il numero verde per prenotarvi e se lo vengono a prendere a casa!!!! Ma la colpa è tutta nostra o nessuno ci ha informati a dovere??? Vedremo!!

Queste riunioni e proposte di eventi stanno scaturendo proprio per una maggiore informazione!!! Il consiglio comunale finalmente si è accorto...e speriamo bene che almeno noi rincoglioniti partannesi ci mettiamo il nostro di impegno!!

P.S.: al più presto ci dovrebbero passare tutti gli schemini in formato adatto a farvelo scaricare direttamente da qui!!!

BACIAMO LE MANI A TUTTI.....DANIELEMB